Questa pandemia fa a pezzi molte certezze e mette a nudo interessi, convinzioni e soprattutto le debolezze del nostro sistema.
Il terrore di fermare l’economia, non certo per paura dell’emorragia di posti di lavoro, ma per l’angoscia di perdere affari, rendite, guadagni. Questo è. Questo ha fatto perdere tempo nell’affrontare il problema, finchè non è esploso.
Una volta diradata la nebbia e la confusione di queste settimane, la storia farà chiarezza e le responsabilità emergeranno più evidenti.
E allora mi viene in mente l’incipit dei Fiori Blu, romanzo fantastico di Raymond Queneau, che connette epoche diverse con una strampalata speranza… aspettiamo tutti che da questa desolazione sboccino nuovi fiori blu:
Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cima al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica.
La trovò poco chiara.”…“All’indomani le acque s’erano ritirate nei letti e ricettacoli consueti e il sole era già alto sull’orizzonte, quando il Duca si svegliò.
Si avvicinò ai merli per considerare un momentino la situazione storica. Uno strato di fango ricopriva ancora la terra, ma qua e là piccoli fiori blu stavano già sbocciando.“