I giorni passati in questo lockdown iniziano a confondersi e sovrapporsi: quanti ne sono passati? O è passato tante volte lo stesso giorno? Che cosa abbiamo vissuto? Probabilmente è l’aspetto della “casa prigione”, ma c’è anche quello della “casa base” o “casa rifugio” che scatena molta creatività. Allora provo a sfogliare i giorni che passano come fosse un album di figurine:
Uguali: perchè la routine lavorativa si è insediata in casa occupandone molti spazi: ogni giorno riparte il copione della colazione e del primo login al computer, con ancora le pieghe del cuscino sulla faccia. Così come ogni weekend si riapre una prateria di giochi da inventarsi con i bambini, tanto da invocare l’intervento della cavalleria dopo l’immancabile sfinimento a metà pomeriggio.
Uguali: perchè quando la Pesadilla (Lei) fa il turno di mattina, devo accendere la modalità “clima di terrore” per far vestire i bambini e tenerli in equilibrio fino alle tre del pomeriggio, tra un cartone animato, una costruzione di lego, un rally di macchinine sul divano… invece, quando la Pesadilla fa il pomeriggio, la mattina vola supersonica e scocca il mezzogiorno quando dovrebbero essere solo le nove e cinquanta. E ovviamente è il momento in cui lei esce di casa e stavolta sono io a subire un “clima di terrore” fino a quando riesco nell’ipnosi serale che fa cadere i bambini in trance.
Uguali: perchè si esce a fare la spesa sempre negli stessi posti, perchè tutto rischia di diventare routine.
Diversi: perchè “lavorare stanca”, ma i progetti sono interessanti e riusciamo a concludere molte iniziative anche a distanza, anche durante il lockdown. L’agenda dell’ufficio è un sentiero che si snoda tra questi giorni e non è difficile riavvolgere il film e scorrerlo dall’inizio, ma mi risparmio le retrospettive a favore di qualche ritaglio di tempo libero.
Diversi: poichè le notizie marcano l’evoluzione della crisi e il (vergognoso) teatrino europeo non manca di regalarci le scene più grottesche che si siano viste in tutta la storia della Repubblica.
Diversi: perchè alla fine saranno anche piccole, ma sono tantissime le cose (compagnia dei piccoli, orticello, pranzi gustosi, riordinare libri e foto, riaprire un blog, il tempo di parlare con la Pesadilla, zero minuti al giorno di bus e metro ecc. ecc. ecc.) che non avrei mai potuto vivere e godermi trasformando quella che era una casa-dormitorio in un’autentica casa base e, se si conferma la diffusione del covid19 sul particolato atmosferico (!!!), in un tattico rifugio “antiaereo”.